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Come numerosi altri esseri umani molto amati, anche loro ritenevano di posseder i propri cani, senza rendersi conto che erano i cani a possedere loro -Dodie Smith-
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Nei rifugi, la vita è scandita da pochi eventi fissi: pappa, pulizia della gabbia con canna dell’acqua, forse una breve passeggiata una volta la settimana e qualche coccola frettolosa da parte dei volontari, oberati di lavoro perché sempre in sottonumero rispetto agli “ospiti”.
Il cane quindi si ritroverà comunque nella condizione di “farla” quasi sempre nella stessa gabbia in cui si trova. Non per scelta, ma perché non può uscire.
Guarda caso, molti tra coloro che riportano indietro il cane dopo pochi giorni dall’adozione lo fanno proprio perché… sporca in casa! Ora, basterebbe armarsi di un po’ di pazienza e qualche bocconcino per risolvere il problema nell’arco di pochi giorni.
E, naturalmente, portare fuori il cane almeno tre volte al giorno, già. Arrabbiarsi non serve a nulla: fare i suoi bisogni è per lui la cosa più naturale del mondo e la nostra disapprovazione non potrà essere capita in alcun modo. Invece, gratificarlo quando li fa fuori casa serve eccome!!!.
Spesso e volentieri, prima dell’abbandono, durante la vita randagia o in canile, il cane conosce il maltrattamento, le “botte”. Può essere stato l’indegno ex proprietario a picchiarlo oppure un estraneo incontrato nei suoi tristi vagabondaggi alla ricerca di cibo, o anche il personale del canile (sì, non sono tutti “angeli”…).
Poche ore trascorse insieme al nuovo amico a due zampe possono non bastare a cancellare la paura di “prenderle”, soprattutto se chiamiamo il cane con voce spazientita perché, rapito da un odore trovato in un prato, non torna all’istante.
Prima di liberare un cane adottato in un’area aperta, quindi, bisogna ricostruire la sua fiducia nel genere umano. Ci vuole dolcezza e pazienza. All’inizio, se abbiamo il dubbio che non si fidi troppo di noi (e ci vuole poco a capirlo…), liberiamolo solo in aree recintate. E ogni volta che torna, perché chiamato o di sua spontanea volontà, diamogli un bocconcino e una carezza. Ci metterà poco a imparare che da noi riceverà solo amore.
Il motivo è talmente ovvio che non avrebbe bisogno di spiegazioni: ha paura di perderci, di ritrovarsi nuovamente solo. Succede, ed è facile comprendere come si senta il nostro nuovo amico ogni volta che ci allontaniamo.
Se all’inizio ci segue come un’ombra per tutta la casa e quando usciamo cerca di seguirci, se lasciato solo o confinato in un’altra stanza, magari di notte, ulula e abbaia per chiamarci, non c’è niente di strano, lo fanno spesso anche i cuccioli senza abbandoni alle spalle appena arrivati a casa.
Poi, piano piano, si abituerà, di pari passo con la crescita della sua sicurezza circa la nostra definitiva accettazione della sua presenza nel “branco”. Se così non fosse, e potrebbe capitare come capita anche con cani non abbandonati, dovremo aiutarlo ad abituarsi ai momenti di solitudine adottando un programma di “separazioni” calcolate, con l’aiuto di un serio esperto di comportamento canino. Non è difficile, serve solo un po’ di costanza e attenzione.
Pensiamoci prima, non dopo
Sembra incredibile ma quanto illustrato fin qui copre buona parte delle cause di restituzione dei cani adottati dai rifugi.
Cause banali e quasi sempre rimediabili, se le si esamina con un minimo di cultura specifica. Il problema è che tale cultura è poco diffusa. Anche tra coloro che adottano un cane abbandonato, quanti si prendono la briga di informarsi prima sui possibili problemi che dovranno affrontare? E a monte, quanti cani finiscono nei canili la prima volta proprio perché chi li prende lo fa senza un minimo di preparazione?
Per evitare di creare infelicità, spesso basterebbe un minimo di cultura cinofila, oltre a un po’ di pazienza: l’amore, quello vero, richiede tempo.
E' importante che il tuo cane abbia ogni giorno almeno due momenti di esercizio fisico durante i quali gli sarà permesso di sfogarsi liberamente. Insegnagli a giocare con una palla, un pupazzo, un pezzo di legno; così diminuiscono le possibilità che inizi a vagabondare e cerchi di trovare da solo altri modi di divertirsi meno adatti o pericolosi.
Fallo giocare in aree chiuse o recintate fino a che non sarai sicuro che riconosce la tua voce e ritorna quando chiamato. Se ti è impossibile trovare zone con quelle caratteristiche puoi utilizzare un guinzaglio allungabile, fino a quando non avrà imparato a tornare al tuo richiamo.
Non arrischiarti a liberarlo fino a che non sei certo che risponderà al tuo comando. Se per un certo periodo non risponde, quando finalmente riesci ad acchiapparlo non devi punirlo né sgridarlo ma al contrario lodarlo, perché non associ il ritorno con un'esperienza sgradevole.
Qui la faccenda è più complessa. Ci sono cani che non sanno convivere con i loro simili e le ragioni possono essere tante. Poi ci sono soggetti che hanno imparato in canile o per la strada che gli altri cani sono dei concorrenti: poco cibo per tanti affamati crea rivalità feroci, anche tra gli esseri umani.
A volte, invece, la causa siamo noi. O meglio, l’immenso valore che l’adozione ha per il cane abbandonato. Ritrovare una casa, una famiglia, cibo, calore e affetto significa ritornare alla vita dopo aver trascorso giorni, mesi o anni nella zona d’ombra prossima alla morte che la solitudine rappresenta per il cane, animale di branco che ha bisogno degli altri, a due o a quattro zampe, per avere fiducia nella sopravvivenza.
Ecco perché potrebbe attaccare i cani che si avvicinano a noi: per lui abbiamo un valore immenso e non vuole rischiare che qualcun altro se ne appropri. Anche in questo caso, la cura spesso è il tempo. Raggiunta una buona sicurezza del fatto che il nuovo “branco”, cioè noi, l’ha definitivamente adottato, la sua preoccupazione potrebbe scemare.
Ma non sempre. In tal caso, assumiamoci la nostra responsabilità evitandogli possibilità di scontro con i rivali.
Sull'onda di una crescente sensibilità verso gli animali, grazie alle nuove leggi che li tutelano, si ripropone la domanda: come affronto le vacanze con il mio compagno cane o gatto?
Quello che a prima vista può sembrare un problema, spesso si risolve brillantemente rispondenosi con onestà a queste semplici domande:
Quanto stress potrebbe subire la mia bestiola durante il viaggio per arrivare a destinazione (e ritornare a casa!)?
Una volta giunto sul posto, sarò in "vacanza " solo io o anche lui?
Potrebbero esserci pericoli nel luogo che ho scelto per andare in vacanza insieme?
Le vacanze sono intese come un momento di svago, riposo, divertimento, stacco dal quotidiano. Ma deve essere così per tutti!
Se le condizioni permettono a tutti (familiari animali inclusi!) di trascorrere una vacanza serena, prima di partire informatevi presso il luogo di destinazione se gli animali sono graditi e formalmente accettati. Sempre più alberghi e strutture sono disponibili ad accogliere animali e basta una telefonata per chiarirsi le idee.
In questo piccolo breviario abbiamo raccolto le istruzioni e i consigli più importanti, frutto di esperienze vissute, che vi aiuteranno a trascorrere nel modo migliore la vostra vacanza con Fido&Miao.
Innanzitutto ricordate che in auto gli animali devono essere tenuti nel trasportino o in zona separata con una rete dall'abitacolo.
Partite possibilmente scegliendo le ore meno calde del giorno. Una quantità di luce ridotta, come all'alba o al tramonto, può aiutare a tranquillizzare un animale agitato.
Fanno eccezione i proprietari di gatti a cui si consiglia di partire invece di giorno, proprio durante quelle fasce orarie che i nostri felini, essendo predatori notturni, preferiscono usare invece per il riposo diurno.
Non lasciate la macchina al sole con il vostro animale dentro!
A bordo, prevedete per i gatti una cassetta con la lettiera. Avere cura di un animale significa anche rispettare i suoi bisogni... fisiologici! Quando giunge "quel" momento, accostate la macchina e fermatevi. NON aprite le portiere, fate uscire il gatto dal trasportino, fategli fare i bisognini IN SANTA PACE, rimettetelo in gabbia, copritelo di carezze e ripartite! Chi invece possiede un cane, dovrà scendere dalla vettura con l'animale saldamente condotto al guinzaglio. E dopo avere "fatto" è DOVEROSO raccogliere e buttare quanto "seminato". La buona educazione va di pari passo col rispetto verso gli altri e le più banali norme di igiene!
Tenete sempre a portata di mano dell'acqua fresca e una ciotola, oltre a un panno da inumidire e con cui rinfrescare eventualmente il vostro animaletto nel caso facesse molto caldo. Non mettete l'aria condizionata al massimo e mai posizionata direttamente su di voi o sulla vostra "metà" animale!
Se siete in viaggio in nave, chiedete se potete portare in cabina il vostro animale e riflettete sul fatto che possono alloggiare dopo di voi persone che soffrono di allergie. Chi pensa alla propria salute e a quella del proprio animale deve avere a cuore anche quella degli altri.
Quando siete in viaggio per molto tempo, prevedete delle soste per concedere un po' di movimento anche agli animali.
Munite SEMPRE i vostri animali di un collare con targhetta identificativa che riporti il nome dell'animale e un numero (valido!) per essere rintracciati velocemente.
Chi si vuole recare all'estero DEVE viaggiare con il proprio animale categoricamente provvisto di microchip, corredato di libretto sanitario, passaporto, certificazione rilasciata dalla ASL e nel rispetto delle regole vigenti anche del paese di destinazione.
E se invece aveste deciso che sia meglio che il vostro animale rimanga a casa? Ci sono delle alternative valide ma richiedono un po' di tempo in più per la "programmazione", anche se in definitiva le soluzioni sono ben tre.
1. affidatevi alla disponibilità di amici e/o parenti FIDATI che possano prendersi cura del vostro animale in vostra assenza.
2. Affidatevi a degli "animal sitter"
3. Le pensioni per animali possono essere una validissima alternativa. A due condizioni: che le abbiate visitate prima di persona, senza preavviso, per valutarne le condizioni igieniche, lo stato di animali già ospitati nella struttura e la presenza di personale adeguato, che le gabbie a disposizione degli animali siano grandi a sufficienza per garantire al vostro amico la comodità necessaria!
NON fidatevi di strutture che:
* non dispongono di adeguate recinzioni /protezioni (attraverso le quali cani/gatti potrebbero facilmente scappare)
* non vi richiedono esplicitamente il libretto sanitario
* accettano animali non vaccinati
* accettano animali non trattati con un antiparassitario
* non dispongono di un veterinario accreditato da contattare in caso di necessità
Infine, per chi volesse approfondire argomenti e ricerche di strutture idonee ecco un piccolo elenco tra i tanti siti Internet che le raccolgono:
* www.alberghipercani.it
* www.albissola.com/bagnisport.htm
* www.baiadimaui.com
* www.baubauvillage.it
* www.baubeach.it
* www.dogwelcome.it
* www.enpa.it/it/in_vacanza/
* www.petz.it/titoli/agriturismi_ristoranti/alberghi.htm
* www.prontofido.net
* www.tuttocani.it
* www.viaggiarecolcane.it
